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- L'Oms rifiuta di collaborare con la commissione Covid in Italia.
- Dubbi sui finanziamenti, in particolare quelli di Bill Gates.
- Indagine sulle mascherine non conformi da 1,2 miliardi di euro.
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L’OMS Sotto Accusa: Rifiuto di Collaborare e Interrogativi sulla Trasparenza
Il rifiuto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di partecipare alle audizioni della Commissione Covid in Italia ha sollevato un’ondata di critiche e interrogativi sulla sua trasparenza e responsabilità. Questo diniego, formalizzato tramite una lettera firmata da Gaudenz Silberschmidt, direttore del settore Salute e partnership multilaterali e delle relazioni esterne dell’OMS, ha suscitato forte disappunto tra i membri della commissione e ha riacceso il dibattito sul ruolo e l’influenza dell’organizzazione internazionale.
La decisione dell’OMS è stata motivata con la necessità di “proteggere l’imparzialità e l’obiettività dell’organizzazione”. Tuttavia, questa giustificazione è stata accolta con scetticismo, alimentando il sospetto che l’OMS stia evitando un confronto diretto sulle sue azioni e decisioni durante la pandemia. Il rifiuto di collaborare con una commissione parlamentare di inchiesta, istituita per fare luce su eventi di rilevanza nazionale, appare come un affronto istituzionale e solleva dubbi sulla volontà dell’OMS di rendere conto del proprio operato.
Le Domande Senza Risposta: Vaccini, Lockdown e Finanziamenti
Il rifiuto dell’OMS di partecipare alle audizioni lascia in sospeso una serie di domande cruciali sulla gestione della pandemia. Tra i punti più controversi figurano le campagne di vaccinazione, le politiche di lockdown e l’influenza dei finanziatori privati sull’agenda dell’organizzazione. In particolare, l’attenzione si concentra sul ruolo di Bill Gates e della sua fondazione, che hanno investito ingenti somme nell’OMS e nella promozione dei vaccini.
Un aspetto critico riguarda l’algoritmo utilizzato dall’OMS per valutare le reazioni avverse ai vaccini anti-Covid. Secondo alcune ricostruzioni, questo algoritmo tenderebbe a escludere a priori una correlazione tra vaccinazione e reazioni avverse, sollevando dubbi sull’obiettività delle valutazioni. Altre domande riguardano la gestione delle terapie alternative e la presunta censura di voci dissenzienti durante la pandemia. L’OMS è stata accusata di aver promosso una narrazione univoca, scoraggiando il dibattito scientifico e limitando l’accesso a informazioni diverse.

La Commissione Covid Continua le Indagini: Focus su Arcuri e le Mascherine
Nonostante l’ostruzionismo dell’OMS, la Commissione Covid prosegue il suo lavoro di indagine, concentrandosi su diversi aspetti controversi della gestione della pandemia in Italia. Un filone di indagine riguarda le forniture di mascherine non conformi, in particolare il mega-contratto da 1,2 miliardi di euro stipulato con consorzi cinesi. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la rete di intermediari e i flussi finanziari legati a questa vicenda, con l’obiettivo di recuperare i fondi illecitamente percepiti.
Un altro punto di attenzione è l’archiviazione dell’indagine per corruzione nei confronti dell’ex commissario Domenico Arcuri. La Commissione intende approfondire le motivazioni di questa decisione, acquisendo documenti e testimonianze per fare piena luce sulla vicenda. L’obiettivo è accertare se vi siano state irregolarità o omissioni nella gestione dell’emergenza pandemica e individuare eventuali responsabilità.
Trasparenza e Responsabilità: Un Imperativo per la Credibilità dell’OMS
Il rifiuto dell’OMS di collaborare con la Commissione Covid solleva interrogativi sulla sua governance e sulla sua capacità di agire in modo indipendente e trasparente. In un contesto di crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni internazionali, è fondamentale che l’OMS dimostri di essere all’altezza del suo ruolo di guida nella sanità globale. La trasparenza e la responsabilità sono elementi imprescindibili per ricostruire la fiducia dei cittadini e garantire che l’organizzazione possa svolgere efficacemente la sua missione.
L’innovazione farmaceutica e i business case ad essa collegati, come abbiamo visto, sono strettamente intrecciati con la trasparenza e la responsabilità delle organizzazioni sanitarie globali. Un’innovazione di successo non si limita allo sviluppo di nuovi farmaci o terapie, ma include anche la capacità di garantire un accesso equo e trasparente a tali innovazioni. Questo richiede un impegno costante per la trasparenza nei processi decisionali, la condivisione dei dati e la collaborazione con gli Stati membri e le istituzioni parlamentari.
Un concetto più avanzato di innovazione farmaceutica riguarda la capacità di creare modelli di business sostenibili e inclusivi. Questo significa andare oltre la logica del profitto a breve termine e investire in soluzioni che rispondano alle esigenze di salute pubblica a lungo termine. Ad esempio, si potrebbero sviluppare modelli di partnership pubblico-privato che incentivino la ricerca e lo sviluppo di farmaci per malattie neglette, garantendo al contempo un accesso equo a tali farmaci nei paesi a basso reddito.
Riflettiamo: il caso dell’OMS ci invita a considerare criticamente il ruolo delle organizzazioni internazionali e la loro capacità di agire in modo indipendente e trasparente. Come possiamo garantire che queste organizzazioni siano responsabili nei confronti dei cittadini e che le loro decisioni siano basate su evidenze scientifiche solide e su un’etica rigorosa? La risposta a questa domanda è fondamentale per costruire un futuro in cui l’innovazione farmaceutica sia al servizio della salute di tutti, senza lasciare indietro nessuno.