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- Nuovo ticket di 2,20 euro per confezione, massimo 4 euro a ricetta.
- Circa 1.650.000 cittadini emiliano-romagnoli rimarranno esenti dal ticket.
- Stanziati 14,3 miliardi di euro per il bilancio regionale 2025-2027.
A partire dal 2 maggio 2025, l’Emilia-Romagna vedrà una trasformazione considerevole del suo sistema sanitario, con l’introduzione di una compartecipazione alla spesa farmaceutica che impatterà sui residenti. Questa decisione, annunciata dal Presidente della Regione, Michele de Pascale, ha l’obiettivo di uniformare il regime dei ticket, equiparando i costi dei farmaci a quelli delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e diagnostiche.
Le Nuove Tariffe e la Logica Dietro la Scelta
Il nuovo contributo prevede un costo di 2,20 euro per confezione di medicinale, con un tetto massimo di 4 euro per ricetta. De Pascale ha giustificato questa misura evidenziando l’anomalia esistente in Emilia-Romagna, dove, diversamente da altre regioni, l’esonero dal ticket sui farmaci era applicato anche per le fasce di reddito più elevate. Lo scopo è perciò quello di assicurare una maggiore giustizia nel sistema sanitario, contribuendo parallelamente a fronteggiare l’aumento continuo della spesa farmaceutica.
Esenzioni: Chi Non Sarà Toccato dall’Aumento
Nonostante l’introduzione della compartecipazione alla spesa, all’incirca un terzo della popolazione emiliano-romagnola manterrà il diritto all’esenzione. Tra questi, si annoverano i pazienti oncologici, i soggetti colpiti da malattie croniche o rare, gli invalidi, le persone senza lavoro e coloro che si trovano in situazioni di difficoltà finanziaria. Complessivamente, si prevede che circa 1 milione e 650 mila cittadini resteranno esenti dal pagamento del ticket. Più precisamente, *soggetti affetti da patologie croniche esenti ammontano a 373.000; 766.000 rientrano in condizioni di svantaggio economico, mentre la restante parte, pari a 200.000, comprende malati oncologici, individui trapiantati e persone con malattie rare.*

Impatto sul Bilancio Regionale e Misure di Compensazione
La riforma dei ticket si colloca in un quadro più ampio, segnato dalla necessità di affrontare l’aumento della spesa farmaceutica e il finanziamento insufficiente da parte dello Stato al servizio sanitario regionale. La manovra di bilancio 2025-2027, approvata dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, prevede uno stanziamento complessivo di 14,3 miliardi di euro, di cui 10 miliardi destinati al settore sanitario. Le nuove risorse derivanti dai ticket sui farmaci, unitamente ad altre misure fiscali, sosterranno i servizi, specialmente nell’ambito della non autosufficienza, dell’assistenza territoriale, del trasporto pubblico locale, delle politiche abitative e di quelle rivolte all’istruzione.
Riflessioni Conclusive: Un Equilibrio Tra Sostenibilità e Accessibilità
La decisione di introdurre un ticket sui farmaci in Emilia-Romagna solleva interrogativi importanti sull’equilibrio tra la sostenibilità del sistema sanitario e l’accessibilità alle cure per tutti i cittadini. Da un lato, è evidente la necessità di far fronte all’aumento della spesa farmaceutica, alimentata dall’introduzione di farmaci innovativi e dall’invecchiamento della popolazione. Dall’altro, è fondamentale tutelare le fasce più vulnerabili della società, garantendo loro l’accesso alle cure necessarie senza gravare eccessivamente sul loro bilancio familiare.
È un dato di fatto che l’innovazione farmaceutica, pur portando benefici in termini di salute e qualità della vita, comporta costi elevati che mettono a dura prova i sistemi sanitari nazionali e regionali. Un business case farmaceutico moderno deve quindi tenere conto non solo dell’efficacia e della sicurezza dei farmaci, ma anche della loro sostenibilità economica e del loro impatto sull’equità del sistema sanitario.
Una nozione base di innovazione farmaceutica e business case è che l’introduzione di nuovi farmaci deve essere accompagnata da una valutazione attenta del loro rapporto costo-efficacia, nonché da politiche di rimborso che incentivino l’uso appropriato e razionale delle risorse.
Una nozione avanzata, invece, riguarda la necessità di sviluppare modelli di finanziamento innovativi, che coinvolgano non solo il settore pubblico, ma anche il settore privato e le organizzazioni non profit, al fine di condividere i rischi e i benefici dell’innovazione farmaceutica.
In definitiva, la sfida per l’Emilia-Romagna, come per tutte le regioni italiane, è quella di trovare un equilibrio tra la garanzia di un servizio sanitario di qualità per tutti i cittadini e la sostenibilità economica del sistema, in un contesto caratterizzato da risorse limitate e da una crescente domanda di cure innovative. La riforma dei ticket sui farmaci rappresenta un tentativo di affrontare questa sfida, ma sarà fondamentale monitorarne attentamente gli effetti e apportare eventuali correzioni in corso d’opera, al fine di garantire che nessuno venga lasciato indietro.